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Condividere alcune riflessioni in occasione della Giornata Mondiale del Libro è fonte di grande emozione.

Questa giornata è dedicata a quello che considero il mio primo, vero migliore amico.

Sia nel mio percorso personale di lettrice appassionata sia in quello professionale, ho potuto osservare notevoli benefici.

In particolare, questo lavoro mi ha vista assistente alla comunicazione per studenti sordi, docente di sostegno, Tutor DSA e Tecnico ABA.

Ho potuto toccare con mano i benefici educativi della lettura.

Non esiste dunque occasione migliore per riflettere sul valore dei libri.

Essi sono strumenti cruciali durante l’infanzia, quell’età magica in cui tutto ci è ancora possibile.

Leggere a un bambino nei suoi primi anni di vita non è solo passatempo piacevole o modo per farlo addormentare.

È uno dei gesti più potenti che un genitore o un educatore possa compiere per lo sviluppo del suo futuro.

Inoltre, la lettura nella prima infanzia (da 0 a 6 anni) è considerata una palestra per la mente.

È riconosciuta dall’ACP, dall’AIB e dal CSB, che hanno dato vita al programma bibliografico “Nati per leggere” [1].

Tra i primi benefici, c’è sicuramente un supporto nello sviluppo cognitivo e linguistico del bambino.

Durante i primi anni di vita, il cervello umano ha una plasticità straordinaria.

Benefici cognitivi dell’ascolto

Ascoltare storie aiuta il bambino a arricchire il proprio vocabolario.

Inoltre, esporre i piccoli a una struttura sintattica più complessa offre nuove prospettive.

Questo sostiene l’educativi nel percorso di crescita.

A giovarne, però, non è solo lo sviluppo del linguaggio.

Il primo motore di ogni apprendimento è la curiosità.

Come scegliere allora i giusti testi da sottoporre ai nostri piccoli? Nei primi dodici mesi, la lettura è un’esperienza squisitamente sensoriale, per cui, in questa fase, i bimbi sono attratti dai forti contrasti cromatici e amano esplorare con le mani – e spesso con la bocca – libri di stoffa o cartonati resistenti. È il periodo della stimolazione visiva e tattile, dove il libro è prima di tutto un oggetto magico da scoprire. Crescendo, tra i due e i tre anni, il libro diventa lo scenario delle prime interazioni. È il momento d’oro delle filastrocche e delle rime che, con la loro musicalità, pongono le basi per l’esplosione del linguaggio. Dai tre anni in su, con le fiabe e gli albi illustrati, entriamo finalmente nel regno dell’immaginazione e della sequenzialità logica. Da Tutor DSA, tengo particolarmente a sottolineare come questa progressione non sia solo ludica: l’esposizione precoce alla narrazione e alle rime sviluppa le competenze fonologiche e la capacità di seguire un filo logico – ad esempio- la sequenzialità “prima-dopo”. Si tratta di prerequisiti fondamentali per l’apprendimento futuro della lettura e della scrittura; coltivare queste abilità fin dal nido significa fornire al bambino gli strumenti per affrontare con più sicurezza e serenità l’ingresso alla scuola primaria.

Ogni pagina di un libro sfogliata è una scoperta.

Essa alimenta il desiderio di imparare e di conoscere il mondo.

Inoltre, su questa linea di sviluppo anche le capacità attenta vengono stimolate attraverso l’ascolto attivo di una narrazione.

Non è un caso, infatti, che l’educazione all’ascolto sia diventata uno dei cavalli di battaglia dell’offerta educativa di molti nidi e scuole dell’infanzia del panorama nazionale ed internazionale.

C’è poi un aspetto assolutamente rilevante della lettura che rende anche la letteratura per l’infanzia un campo molto complesso.

Tuttavia è anche affascinante.

Attraverso i testi per la prima infanzia è possibile lavorare sullo sviluppo dell’intelligenza emotiva dei cittadini del domani.

In questo contesto, semplificare senza banalizzare resta un arduo obiettivo.

Attraverso le vicende dei personaggi, i bambini imparano a dare un nome alle emozioni e a capire la paura.

Inoltre riconoscono la gioia, la rabbia, la tristezza e i comportamenti sani o sbagliati attraverso la realtà interiore.

Parafrasando George R.R. Martin, autore della celebre saga fantasy Cronache del ghiaccio e del fuoco, e Umberto Eco, autore di un pensiero simile sulla pluralità di esistenze che si regala la lettura.

È impossibile non riconoscere il valore pedagogico dell’immedesimazione.

Quando un bambino si proietta nelle vicende di un personaggio, allena la propria intelligenza emotiva.

Inoltre migliora la capacità di decodificare i sentimenti altrui.

Questo sviluppo dell’empatia è un prerequisito essenziale per una sana maturazione delle competenze sociali.

Le competenze sociali gli saranno necessarie lungo il corso della sua intera vita.

Inoltre, l’aspetto più prezioso della lettura ad alta voce è la relazione che nasce dall’atto di leggere insieme.

Questo permette al bambino di sperimentare.

Sedersi vicini, sentire il calore dell’adulto e il tono della sua voce creano un ambiente rassicurante.

Da qui partire per esplorare il mondo.

Infine, anche attraverso le pagine di un libro passa il senso più profondo della fiducia.

Quella fiducia ci aiuta a conoscere noi stessi e a relazionarci con il mondo.

Del resto, come diceva il principe del paradosso Richard Keith Chesterton, le favole non insegnano ai bambini che i mostri esistono.

Questo lo sanno già; le favole insegnano ai bambini che i mostri possono essere sconfitti.

Che sia allora una buona lettura sempre; per tutti e ovunque, lungo i passi della nostra personale storia.

https://www.ifattinews.it/libri-che-crescono-seminare-storie-per-nutrire-i-cittadini-di-domani/


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